Nella giornata di ieri, 23 giugno 2026, il Consiglio di Amministrazione di Crédit Agricole Italia ha approvato il progetto di fusione per incorporazione del Consorzio (CAGS), con decorrenza dal prossimo 1° ottobre.
Costituito nel 2015 a seguito di un accordo sindacale, il CAGS ha svolto per anni una funzione strategica, creando sinergie industriali in ambiti cruciali quali immobili, sicurezza, acquisti e IT, permettendo al Gruppo di ottimizzare i costi e beneficiare di importanti vantaggi fiscali.
Il quadro occupazionale
Attualmente, l’organico del Consorzio conta 567 persone a libro matricola, di cui 36 in distacco presso CAI e CALIT (Leasing). A questi si sommano 504 colleghi distaccati da CAI in CAGS, per un totale di 1.035 risorse coinvolte nell’operazione.
Impatto e prospettive
L’Azienda ha comunicato alle Organizzazioni Sindacali che l’operazione non comporterà ricadute occupazionali né di mobilità. L’obiettivo dichiarato è l’integrale assorbimento della struttura CAGS all’interno dell’organigramma di Crédit Agricole Italia.
Fanno eccezione esclusivamente le attività legate al servizio HR (7 persone) e ai contratti e SLA (6 persone), che saranno dismesse con il conseguente ricollocamento delle 13 risorse interessate all’interno della struttura di CAI. Tale fusione si inserisce coerentemente nel Piano Industriale 2026/2028 (PMT), confermando la volontà del Gruppo di potenziare gli organici nel settore Information Technology, puntando con decisione allo sviluppo tecnologico e all’implementazione della software factory interna.
Come Organizzazioni Sindacali, continueremo a monitorare con estrema attenzione ogni fase di questo percorso societario. La nostra priorità resta la tutela delle colleghe e dei colleghi coinvolti, vigilando affinché il processo di integrazione avvenga nel pieno rispetto degli impegni assunti.
