L’ORA DELLA VERITÀ
Premio aziendale e ticket pasto: la nostra richiesta attende una riposta concreta.
Mai come ora l’azienda è chiamata a dimostrare con i fatti l’importanza delle persone
In occasione dell’avvio della trattativa per il premio aziendale 2026 abbiamo esposto con chiarezza e
coerenza la nostra richiesta costruita in un contesto dove colleghe e colleghi affrontano
quotidianamente l’aumento del costo della vita su diversi fronti, mentre sul posto di lavoro
contribuiscono con sacrifici e abnegazione agli straordinari risultati con cui il nostro gruppo raggiunge
record dopo record.
Di fronte a queste premesse ci sembra del tutto legittimo attenderci un riconoscimento
economico importante che rispecchi il contributo fondamentale offerto da lavoratrici e lavoratori di
questa azienda, offerto, peraltro, in perenne carenza di organico, con sforzi organizzativi e sacrifici
personali per sopperire a progetti calati a terra tra falle e ritardi tecnologici.
Un riconoscimento chiaro e tangibile con un consistente aumento del premio aziendale, che vada
oltre le logiche prettamente matematiche di bilancio, a cui affiancare un incremento del ticket
pasto giornaliero adeguato al caro vita e in grado di recuperare il gap con quanto previsto negli altri
gruppi bancari. Un istituto economico che avrebbe già dovuto essere affrontato da diversi mesi
secondo l’agenda condivisa dalle parti e che vorremmo venisse esteso anche a quelle categorie
attualmente escluse da questa previsione economica.
Non ci sembravano certo pretese irragionevoli o eccessive, ancor più in giorni in cui gli azionisti
vengono informati di un dividendo anticipato, intascando prima del tempo il valore della produttività
che i colleghi continuano ad incrementare giorno per giorno, sottoposti anche alle solite eccessive
pressioni.
Di fronte a una richiesta che ci pareva del tutto legittima, l’azienda ha risposto con timidi segnali
di apertura ma con importi troppo lontani da quello che riteniamo dovuto e logico.
Abbiamo quindi ritenuto doveroso invitare la delegazione datoriale a una forte e ampia
riflessione sulla necessità indifferibile di dare un segnale forte e chiaro al personale, senza se e
senza ma.
Questo è il momento della verità.
Serve che questa azienda ci dimostri che l’attenzione alle persone è reale e concreta e non solo
uno slogan da marketing, costruito per sembrare attrattivi agli osservatori esterni.
Il Personale ha dato il suo grandissimo contributo a portare questo gruppo a risultati eccellenti, ora
reclama una riposta adeguata, senza tentennamenti o tatticismi.
Confidiamo che in questi giorni, che separano la ripresa della trattativa prevista per il 23 ottobre, i
vertici aziendali colgano chiaramente questa necessità e possano dare a tutte le colleghe e i colleghi
il giusto riconoscimento dimostrandoci concretamente che siamo parte reale del sistema e non
solo un mezzo per remunerare gli azionisti.
